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La location era dietro l'ufficio.
Chi ha deciso di uscire per cambiarsi chi come me ha deciso di tirare l'orario.
alle 20.30 arrivo con 3 colleghi e il gruppone era fuori in attesa del come in!
Di fantozzi aveva ben poco, tutti casual e tutte tirate. la serata si preannunciava carina.
Peccato che in giornata e' stato annunciato il nuovo AD, cavolo sono qui da 2 mesi e gia' rivoluzionano ? cosa accadra' chi cadra' ci spostano? chi se ne frega. e' gia' l'ora dell'aperitivo. stock. partono 5, 6 bottiglie di prosecco. fuori sulla terrazza c'e' ancora chiaro. le zanzare sono arrivate, fortuna che ci spostiamo all'interno.
all'interno classiche foto di calciatori (piu' milan che inter purtroppo) che attirano sempre l'attenzione.
Il tavolo scelto con mia fortuna si e' rivelato positivo, il menu' prevedeva:
Bufala campana con pomodorini caldi
Girandola di salumi
Rosa di salmone marinato all’aneto
Pennette di Gragnano con carciofi e salsiccia
Risottino Mozart (pesto, pomodorini, gamberi)
Filetto di manzo alla senape e pepe con patate al rosmarino
vino novello (sostituito subito con un greco di tufo, anche se c'era carne)
torta millefoglie (servita nel dopo cena, in terrazza)
il dopo cena scorre veloce. si balla e si chiacchera.
buonanotte. domani non mi alzo.
..cosi' inevitabili,
...cosi' fastidiose,
...cosi' severe,
cosi' vere!
perche' le cose nuove prima o poi si crepano?

Dopo cinque titoli consecutivi sull'erba inglese, Federer perde contro lo spagnolo in 4 ore e 48 minuti. Lo svizzero perde i primi due set, rimonta, annulla tre match point ma poi deve arrendersi a uno strepitoso Nadal: 9-7 al quinto. (Match più volte sospeso per pioggia)
a distanza di un mese, ripropongo la grande risposta di Mourinho alla presentazione del 03/06/2008

Il tempo è stano...oggetto di tantissimi pensieri credo.
Ti accorgi che fugge quando sei distratto da altro...ti sembra che non passi mai quando lo guardi.
Un secondo puo' essere tantissimo....un giorno velocissimo...un anno puo' assumere contorni positivi o negativi..magari in dettagli che durano un secondo appunto.
E' divertente capire e misurare il tempo. Con le sue corse ...e i suoi rallentamenti....sempre molto costanti...
puoi chiamarlo bastardo ma intanto e' gia' andato!

Mentre l'emisfero Nord va in ferie (e per molti giocatori di vertice sarà il primo periodo di riposo prolungato dopo due anni, visto che l'estate 2007 è stata dedicata alla preparazione della Coppa del Mondo), da questo fine settimana l'emisfero Sud mette in scena il suo piatto forte. Ecco il Tri Nations, torneo fra le prime Nazionali del ranking mondiale: Sudafrica, Nuova Zelanda e Australia. Quest'ultima è appena risalita sul podio scalzando l'Argentina.
Si rivede la discutibile formula a nove partite: ogni squadra affronterà tre volte le due avversarie. Una gioia per le Tv (Sky consente di vedere tutti i match anche in Italia), ma restano le perplessità, legate soprattutto al fatto che il peso specifico di ogni singolo incontro, l'attesa per "quella partita", risulteranno fatalmente indeboliti. Da appoggiare, in prospettiva, l'ipotesi di un classico girone andata-e-ritorno al quale ammettere anche i Pumas argentini.
La Nuova Zelanda si è appuntata sul petto il record di tre vittorie consecutive nella manifestazione, dal 2005 al 2007. E dal 1996, anno di partenza, si è imposta otto volte su 12 (mentre Sudafrica e Australia hanno due successi a testa). Il Tri Nations 2008 si apre proprio sul terreno degli All Blacks, che affronteranno i sudafricani campioni del mondo. L'anno scorso il ct degli Springboks Jake White, cui è succeduto Pieter De Villiers, fu il bersaglio di molte polemiche per la decisione di schierare la seconda squadra negli ultimi due incontri della competizione. Match persi e ultimo posto, ma il tutto rientrava nelle strategie in vista di un Mondiale che poi è stato vinto.
Ora il discorso è diverso. Il Tri Nations torna l'obiettivo numero uno e il Sudafrica può, per una volta, essere considerato favorito. Un pronostico che si basa su quanto gli Springboks hanno fatto vedere alla World Cup, sulla forma mostrata nei due recenti test match interni con il Galles (quello con l'Italia non può essere considerato, visto lo schieramento "alternativo" scelto da De Villiers) e anche sul rientro dall'Europa, appena in tempo, di campioni come Matfield, Smit e Montgomery.
Sabato, in casa della Nuova Zelanda, ci sarà una prima, importantissima verifica. Gli All Blacks, contrariamente agli avversari, non schiereranno i giocatori che nella stagione appena finita sono stati impegnati nell'emisfero Nord. Niente Hayman, Jack, Mc Allister, per fare qualche nome. Tra gli assenti anche capitan McCaw, fermato da un infortunio e indisponibile per un mese e mezzo.
Una perdita grave. Detto questo, sarebbe da sconsiderati ipotizzare una strada in discesa per il Sudafrica, che in Nuova Zelanda non vince da 10 anni. I padroni di casa hanno messo in mostra un ottimo gioco di mischia nelle partite disputate in giugno contro Inghilterra e Irlanda. Quanto al "parco atleti", hanno una ricchezza tale da poter sopperire alle assenze con scompensi meno importanti del previsto. Molto dipenderà dall'ispirazione di Dan Carter, il mediano di apertura che ha appena detto sì al Perpignan e nella prossima stagione giocherà in Francia.
Blacks e Boks si affronteranno due volte di seguito, poi entrerà in campo l'Australia del nuovo ct Robbie Deans (che è neozelandese…). I Wallabies appaiono un gradino sotto rispetto alle contendenti, ma è meglio non sbilanciarsi troppo. La squadra in giallo - afflitta da problemi ormai cronici in prima linea ma sicuramente non priva di uomini di grande talento - può sempre causare una sorpresa.
TRI NATIONS 2008
Calendario
5 luglio: Nuova Zelanda-Sudafrica
12 luglio: Nuova Zelanda-Sudafrica
19 luglio: Australia-Sudafrica
26 luglio: Australia-Nuova Zelanda
2 agosto: Nuova Zelanda-Australia
16 agosto: Sudafrica-Nuova Zelanda
23 agosto: Sudafrica-Australia
30 agosto: Sudafrica-Australia
13 settembre: Australia-Nuova Zelanda
TRI NATIONS 2007
Risultati: Sudafrica-Australia 22-19, Sudafrica Nuova Zelanda 21-26, Australia-Nuova Zelanda 20-15, Australia-Sudafrica 25-17, Nuova Zelanda-Sudafrica 33-6, Nuova Zelanda-Australia 26-12
Classifica: Nuova Zelanda 13 punti, Australia 9, Sudafrica 5
L'ALBO D'ORO
1996: 1. Nuova Zelanda 2. Sudafrica 3. Australia
1997: 1. Nuova Zelanda 2. Sudafrica 3. Australia
1998: 1. Sudafrica 2. Australia 3. Nuova Zelanda
1999: 1. Nuova Zelanda 2. Australia 3. Sudafrica
2000: 1. Australia 2. Nuova Zelanda 3. Sudafrica
2001: 1. Australia 2. Nuova Zelanda 3. Sudafrica
2002: 1. Nuova Zelanda 2. Australia 3. Sudafrica
2003: 1. Nuova Zelanda 2. Australia 3. Sudafrica
2004: 1. Sudafrica 2. Australia 3. Nuova Zelanda
2005: 1. Nuova Zelanda 2. Sudafrica 3. Australia
2006. 1. Nuova Zelanda 2. Australia 3. Sudafrica
2007: 1. Nuova Zelanda 2. Australia 3. Sudafrica
(more info http://www.trinationsweb.com/)
Il sogno americano di Elisa: con il passaparola ha venduto 80 mila copie del suo singolo
«È stato come un miracolo. Su You Tube il balletto con la mia musica è stato visto un milione di volte»
Il sogno di sbarcare con la sua musica in Nord America era da sempre chiuso in un cassetto che non osava aprire. Ma Elisa, ci ha insegnato che bisogna sognare di essere un cigno e prima o poi, qualcosa viene. A lei il sogno americano le è piombato addosso per caso, grazie ad iTunes, dove con il passaparola ha venduto 80 mila copie del singolo «Dancing». Da qui, è nato il progetto di un disco che raccoglie le canzoni che lei vorrebbe far ascoltare ai suoi idoli. Il titolo è «Dancing» e uscirà in Usa, il 15 luglio e in Canada, il 19 agosto. A novembre promuoverà l’album in una tournée per 16 club americani.
iTunes è stato la testa d’ariete sul mercato statunitense? Ci dici com’è successo?
«È stato come un miracolo. Il progetto americano era sempre latente, ma l’opportunità non si era mai presentata. Però una mia canzone, «Dancing», lo scorso anno è stata utilizzata in un programma molto popolare in America, «So you think you can dance», e mandato in onda varie volte. Ovviamente l’America è un grande Paese e molti avranno visto la trasmissione… Su YouTube il balletto con la mia musica è stato visto un milione di volte. Poi un giorno un mio amico mi manda un messaggio, mentre ero in tournée, per dirmi che ero in classifica su ITunes».
Che reazione hai avuto?
«Non ci volevo credere, non volevo andare a vedere la pagina perché mi sarebbe scoppiata la testa per la commozione. E invece era vero. La verità è che ho fotografato la pagina. La commozione è stata indescrivibile, ho pianto. Io ho avuto dei riconoscimenti nella mia vita artistica e sono già molto appagata. Ma per chi ama tanto la musica un riconoscimento del genere è una scossa emotiva molto forte. Non importa se sei famosa o no, è peggio di una droga».
Tu compri musica su iTunes?
«Oramai compro quasi esclusivamente su questa piattaforma anche per una questione di risparmio energetico e di attenzione all’ambiente. I camion si spostano di meno, viene sprecata meno carta. È diventata anche la mia fonte d’informazione, perché ci sono dei suggerimenti, che mi piace andare ad ascoltare. Certo, bisognerebbe migliorare la qualità del suono. Ma il web è importante per il feedback che hai, perché si creano della community in cui c’è qualcuno dall’altra parte che ti gratifica. Ci crediamo tanto che il nuovo disco, «Dancing», nato da questa iniezione di fiducia made in Usa, verrà lanciato in anteprima su iTunes America, il 17 giugno».
Le community come My Space sono l’unico palcoscenico per le giovani band o i musicisti emergenti. Si potrebbe fare di più per la musica italiana?
«Sono sicura di sì. Il web è importante perché l’artista vive di sogni e di fragilità. Non sempre è facile, allora anche un «bravo», da uno sconosciuto della community può aiutarti ad andare avanti. In Italia abbiamo un po’ il complesso di inferiorità rispetto agli inglesi o agli americani. Invece dovremmo considerarci alla pari, avere uno scambio maggiore. Io credo molto negli artisti emergenti. Grazie all’iniziativa «Give music a chance» del Cornetto Free Music audition, una giovane cantante, Ribella, aprirà il mio concerto di Verona, il 20 settembre».
La Sugar ha rinnovato il suo sito in questi giorni, sulla stessa onda, offrendo in anteprima un documentario su di te, girato fra Monfalcone, tua città natale a New York. Ce ne parli?
«Mi è piaciuto molto, anche perché adoro il genere documentaristico. Camilla De Cecchi, una regista brasiliana, è stata molto brava a cogliere le mie verità. Poi c’è la scena di un mio concerto americano in un club. È stata un’emozione fortissima, mi sentivo nervosa, ma poi è andato tutto bene, il pubblico era raccolto, come in una sala prove».
Aspettando di sbarcare in America, stai preparando lo show all’Arena di Verona. Ci puoi anticipare qualcosa?
«Il Mechanical Dream di Verona, gioca su due elementi della mia musica: i suoni duri e la meccanicità della vita, ma anche il sogno aereo e sospeso. Ci saranno delle cover, a cui sono molto affezionata, come Wuthering Heights di Kate Bush, che ascoltava sempre mia sorella da piccola. Luca Tomassini firmerà le coreografie che si ispireranno ai Guerrieri della Notte, Arancia Meccanica, ma anche ad Alice nel Paese delle meraviglie e Charlie e alla Fabbrica del Cioccolato. Anche questo era un mio sogno».
Ieri sera sono tornato in vita. o meglio sono uscito in una zona fashion di milano per una birra.
ma quanta gente c'e'? ma quanta? e le ragazze? vestite a festa con tacco 12 e vestitino del sabato sera. (ma sbaglio o ieri era un semplice martedi'?)
il mio life style non e' stato mai troppo frenetico per scelta e per carattere ovviamente.
appartenere a quella relta' ammetto che mi piacerebbe.
limitata, a tempo, per capire come si vive... per poi tornare come sono ora.
perche' in fondo....mi piaccio cosi'...ora... con le mie inquietudini, le mie paure e le mie curiosita' verso il futuro.


Le informazioni contenute nello studio Interphone - un progetto internazionale da 15 milioni di euro coordinato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) per identificare possibili relazioni tra tumori di testa e collo e utilizzo dei telefoni cellulari - avrebbero dovuto essere rese pubbliche più o meno tre anni fa, ma i ricercatori coinvolti nel progetto continuano a tergiversare e non si decidono a rivelare i risultati della ricerca. Come mai?
SOSPETTI - Secondo indiscrezioni, il motivo di tale ritardo risiederebbe nel fatto che le informazioni raccolte negli ultimi 10 anni nei 13 Paesi interessati dall'indagine confermerebbero la pericolosità del dispositivo portatile più popolare del mondo. Ma la spiegazione ufficiale di tale ritardo è un'altra. A quanto pare, infatti, gli scienziati sono divisi: stanno discutendo dell'attendibilità dei dati forniti dai pazienti e non riescono ad accordarsi sull'interpretazione degli stessi in rapporto alle emissioni elettromagnetiche. Come ha spiegato l'oncologo svedese Lennart Hardell, la «memoria fallibile» di chi è malato di tumore al cervello è il motivo principe del disaccordo tra gli specialisti: secondo alcuni, le informazioni fornite dai pazienti che hanno partecipato alla ricerca potrebbero non essere attendibili, e questo vizierebbe di fatto i risultati del rapporto Interphone. Quindi pubblicare i dati così come sono «non sarebbe onesto nei confronti dei consumatori: lo studio è stato pagato con soldi pubblici e gli scienziati hanno una responsabilità», ha sottolineato Hardell.
PUBBLICAZIONI E CAUTELA - Tuttavia, alcune delle nazioni coinvolte nel progetto hanno già pubblicato parte dei risultati, rivelando dati poco rassicuranti. Come per esempio che il rischio di ammalarsi di tumore è più elevato per i cosiddetti heavy users, ossia coloro che hanno utilizzato il cellulare sempre dallo stesso lato della testa per un periodo di tempo superiore ai 10 anni, Ma la World Health Organization la Commissione europea hanno provveduto ad avvertire che fino a quando lo studio Interphone non sarà ufficialmente reso pubblico, qualsiasi conclusione sui rischi derivanti dall'uso del telefonino non potrà essere considerata attendibile. E a quanti seguitano a chiedere quando saranno finalmente diffusi i dati di Interphone, i responsabili rifilano sempre la solita risposta standard: «Se tutto va bene, presto».
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